Il Tribunale di Padova conferma la validità dell’ammortamento alla francese

Provvedimento

Il Tribunale di Padova conferma la validità dell’ammortamento alla francese

Il Tribunale di Padova conferma che nel mutuo con ammortamento alla francese non si verifica alcun illegittimo anatocismo.

Con ordinanza del 10 settembre 2021, emessa a seguito della opposizione all’esecuzione promossa dal mutuatario, il Tribunale di Padova rigetta la istanza di sospensione dell’esecuzione confermando che nell’ammortamento alla francese, peraltro nel caso di specie esplicitamente pattuito anche nel testo del contratto, non si realizza alcun fenomeno di anatocismo.

Afferma il Tribunale: «come si è più e più volte chiarito anche da parte di questo Tribunale, l’anatocismo (vietato) presuppone che gli interessi scaduti vengano computati a capitale e che sull’intero vengano poi calcolati ulteriori interessi, laddove l’ammortamento c.d. alla francese costituisce una modalità per determinare la somma che la parte mutuataria deve restituire al mutuante in base alla quale gli interessi, pur distribuiti su tutta la durata del rapporto, vengono calcolati solo sul capitale residuo, senza che ciò comporti la scadenza di interessi che passano a capitale. Ma se così è, come in effetti è, diviene irrilevante la circostanza che, in concreto, nell’ammortamento c.d. alla francese il mutuatario paghi, nelle prime rate, una somma modesta di capitale e paghi complessivamente una somma maggiore rispetto a quella che avrebbe potuto pagare con l’utilizzo di un diverso sistema di computo, giacché è rimessa alla libera determinazione delle parti l’individuazione del criterio da impiegare».

La medesima ordinanza è di interesse anche in quanto viene confermata la piena validità del mutuo erogato a copertura di una precedente esposizione del medesimo mutuatario verso la banca. Sul punto afferma il Tribunale: «appare sufficiente evidenziare che il contratto in questione non è un mutuo di scopo e ricordare che la prestazione del mutuante può ritenersi eseguita laddove questi abbia reso giuridicamente disponibile in favore del mutuatario la somma erogata. Ma se così è, come in effetti è, anche a voler seguire il ragionamento del TIZIO poiché lo stesso TIZIO asserisce che, con il contratto n. 107055, è stato ripianto il saldo passivo del proprio conto corrente, tanto che al 31.3.2010, siffatto conto presentava un attivo di € 5.310,58, è indubbio che la parte mutuante abbia eseguito la propria prestazione con conseguente altrettanto pacifico obbligo del mutuatario di restituire quanto ricevuto (oltre agli interessi)».

Tale decisione si inserisce nel solco dei numerosi recenti provvedimenti analoghi, ottenuti dallo Studio Legale Filipponi Benetazzo a tutela del credito bancario in tema di mutuo ipotecario.

Scarica il provvedimento: Tribunale di Padova Ordinanza 10.09.21.

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